Parco del Mulino, pizze speciali

«Proprio come i nostri ragazzi»

Integrazione e lavoro al locale dove la qualità sta nella diversità: «Da noi mangi con calma ma benissimo»

Francesca Suggi
LIVORNO. Sedici ragazzi speciali. Tanti, diversi, ognuno nelle sue mansioni sono i volti del Parco del Mulino. E alcuni di loro sono proprio le facce che colorano la pizzeria della cooperativa, nata in seno all’associazione italiana persone down. Dal giovedì alla domenica, a cena (dalle 19), loro impastano, stendono la pizza, prendono gli ordini, servono ai tavoli, spiegano il menù e gli ingredienti. E poi fanno i “taglierini”. Lo fanno con impegno e orgoglio i ragazzi disabili che dal luglio 2018 sono protagonisti di un vero e proprio progetto di integrazione-lavoro. La pizzeria, appunto. «Il nostro motto e ci crediamo è che “le nostre pizze non sono perfettamente tonde, ma la qualità sta nella diversità», racconta il direttore della cooperativa Parco del Mulino, Marco Paoletti. Parla di Dario, Gianni, Marco V. , Marco P. , Edoardo, David, Valentina, Federico, Paolo, Giulia, Martina, Francesco, Giorgio, Mario, Federica, Amedeo: parla della cura con cui accolgono gli ospiti. Se ne possono sedere fino a 90 di persone, nel salone rinnovato, coloratissimo e accogliente. Il direttore ci tiene a ribadire un concetto fondamentale: «Da noi la pizza è buona e molto digeribile: facciamo quelle classiche che sono fatte bene e i clienti ce lo riconoscono. Da noi mangi con calma ma mangi bene». Napoletane, classiche, margherite, ai 4 formaggi: pizze buonissime, quindi. Servite da ragazzi speciali. «Perché da noi la pizza è sinonimo di cultura, di civiltà, di progetti sociali: venite a conoscere i nostri ragazzi», lancia l’invito Gianna De Gaudenzi. Hanno imparato a impastare i ragazzi. Si sono formati per spillare le bevande, per prendere le ordinazioni, per accogliere, per spiegare il menù. Lavorano su turni e sono regolarmente assunti con contratto part-time dalla cooperativa sociale. Storie di inclusione che arrivano dai sapori sfornati. Progetti. Miglioramenti. «Con questo tipo di attività notiamo miglioramenti importanti dei nostri ragazzi nell’uso manuale, nell’autostima e nei momenti più concitati del lavoro sono loro a calmare noi cosiddetti normodotati», riprende Paoletti. L’attore e show man Paolo Ruffini conosce bene la realtà della pizzeria del Parco del Mulino: ne è testimonial. «Qua dentro la fretta non è di casa – prosegue – Ci piace l’idea di rallentare, per apprezzare meglio i valori che ruotano intorno al nostro progetto». Ed è per questo che Paoletti si lascia andare con una riflessione: «È per questo, per il valore di questo progetto, che vogliamo vincere il gioco “Viva la pizza”». Quello della pizzeria è un progetto di inserimento lavorativo che si unisce al Bed and Breakfast all’interno del coplesso di via Fontani, a due passi dal mare, che è sempre aperto. E poi c’è il battello ristorante Ca’Moro. «In tutte queste nostre attività lavorano i nostri ragazzi diversamente abili: siamo orgogliosi del nostri progetti», chiude.